Messina si prepara a un futuro radioso: multe salate, Daspo urbano e sanzioni esemplari per chi sporca, disturba o urla troppo forte in strada. Il nuovo Regolamento della Polizia Locale, presentato con orgoglio dall’assessore Roberto Cicala e dal comandante Giovanni Giardina, colpirà duramente i trasgressori del decoro cittadino. Schiamazzi, atti indecorosi e piccole infrazioni urbane saranno puniti senza pietà. Finalmente, una città sicura!
Peccato che questa rigida applicazione della legge valga solo per i cittadini comuni. Perché mentre le istituzioni locali si accaniscono contro il ragazzino col motorino truccato o l’artista di strada troppo rumoroso, chi realmente distrugge la città gode di un’immunità pressoché totale. Due esempi su tutti: la discarica di arsenico nel quartiere Contesse, derivante dagli scavi delle montagne operati da Webuild, e il Ponte sullo Stretto, un’opera faraonica che devasterà Messina, il suo territorio e la sua identità.
La bomba ecologica ignorata: l’arsenico di Contesse
Nel quartiere di Contesse giace una delle peggiori vergogne ambientali d’Italia: una discarica di arsenico e rifiuti tossici, provenienti dagli scavi nelle montagne Peloritane eseguiti da Webuild (ex Impregilo) per il raddoppio ferroviario Giampilieri-Fiumefreddo. Durante i lavori, enormi quantità di terra contaminate da arsenico naturale sono state estratte e accatastate nei pressi del Villaggio Unrra, in attesa di smaltimento. Il problema? Le analisi successive hanno rivelato livelli di arsenico superiori ai limiti consentiti, trasformando il deposito in una vera e propria discarica di veleni a cielo aperto.
Eppure, nessun Daspo per Webuild, nessuna sanzione per chi ha reso un intero quartiere un potenziale disastro ambientale. L’area è finita sotto sequestro dopo l’intervento della magistratura, ma la popolazione continua a convivere con tonnellate di terre avvelenate. Chi paga per questo? Nessuno. Chi interviene per tutelare i cittadini? Nessuno. Intanto, se un senzatetto osa sostare troppo a lungo su una panchina in Piazza del Popolo, il Comune ha già pronto il Daspo urbano per risolvere la questione “decorosa”.
Il Ponte sullo Stretto: il cemento che soffocherà Messina
Se la discarica di arsenico rappresenta il passato di Messina abbandonato all’incuria, il Ponte sullo Stretto è la condanna del futuro. Un’opera colossale che stravolgerà per sempre la città, cementificando coste, distruggendo interi quartieri e mettendo a rischio un ecosistema fragile. Si parla di lavoro, di sviluppo, di progresso. Ma a quale prezzo? La distruzione della città per arricchire le solite grandi imprese del cemento.
L’impatto del Ponte su Messina sarà devastante: intere zone verranno espropriate, centinaia di persone perderanno la casa, il traffico impazzirà per decenni e le polveri sottili dei cantieri avveleneranno l’aria. Ma tutto questo sembra non interessare a nessuno. Perché le istituzioni, che mostrano i muscoli contro il poveraccio che chiede l’elemosina o il clacson suonato troppo forte, davanti ai colossi dell’edilizia si trasformano in agnellini.
Il Ponte non è per i messinesi, è per le imprese di costruzione. Il mito del collegamento tra Sicilia e Calabria è solo una scusa per aprire un rubinetto infinito di finanziamenti pubblici a beneficio delle grandi aziende. E i cittadini? Espropriati, soffocati nel traffico, privati del loro territorio, sacrificati sull’altare del profitto. Ma almeno potranno consolarsi sapendo che il nuovo Regolamento impedirà a un venditore ambulante di occupare il suolo pubblico.
Messina, città a due velocità: il cittadino punito, il colosso premiato
La farsa è completa: le istituzioni si scagliano con tutta la loro forza contro chi commette piccoli illeciti, ma chi inquina, devasta e distrugge la città rimane impunito. Nessun Daspo per chi ha avvelenato Contesse con arsenico e rifiuti tossici. Nessuna sanzione per chi trasformerà Messina in un cantiere infernale per costruire un Ponte inutile e dannoso.
Paradossalmente, chi oggi si siede su una panchina in Piazza del Popolo rischia di più di chi ha fatto scivolare tonnellate di terre contaminate nel cuore della città. Ecco la Messina del futuro: spietata con i più deboli, ma servile con chi ha il potere di devastarla. L’arsenico a Contesse e il cemento del Ponte sono dettagli trascurabili. L’importante è il “decoro urbano”… per chi non conta nulla.
Carmelo Picciotto, Avvocato.