La nave Geobarents di Medici Senza Frontiere disobbedisce al Governo.




Il decreto Piantedosi impone alle navi umanitarie che effettuano soccorsi in mare di fare rotta verso il porto assegnato senza ritardo, ma la Geo Barents, gestita da Medici Senza Frontiere, ha effettuato tre interventi di soccorso operando \”in conformità con il diritto internazionale marittimo\”. Il Viminale ha annunciato che verificherà se la nave abbia rispettato o meno le prescrizioni del decreto legge, ma MSF sottolinea che l\’assegnazione del porto di La Spezia, a 100 ore di navigazione dalla posizione attuale, è in contrasto con il diritto internazionale che prevede un luogo di sbarco sicuro assegnato \”con la minima deviazione dal viaggio della nave\” e che si debba fare ogni sforzo per ridurre al minimo il tempo delle persone soccorse a bordo della nave che presta assistenza.

Il ministro Piantedosi accusa la presenza delle Ong di far ripartire i gommoni dalla Libia, ma MSF ribadisce che fornire assistenza alle persone in pericolo in mare è un obbligo legale. La sicurezza dei migranti e il rispetto del diritto internazionale devono essere la priorità, non la strategia del governo di allontanare le navi dalla zona dei soccorsi.

https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2023/01/25/migranti-terzo-soccorso-per-geo-barents-dallitalia-nessuna-risposta_fb67a850-a00e-48f7-82a3-d45e314f9ff7.html

Avvocato Carmelo Picciotto esperto in diritto dell\’immigrazione a Messina