La Cedu ha condannato l\’Italia per non aver dato adeguata assistenza a una minore straniera non accompagnata


Una migrante minorenne non accompagnata ha presentato un ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell\’Uomo contro l\’Italia, affermando di essere stata collocata in un centro di accoglienza per adulti non adatto alle sue esigenze e di non aver ricevuto un\’adeguata assistenza psicologica. La ricorrente sosteneva di essere stata vittima di abusi sessuali. La Corte ha ritenuto ammissibile il reclamo riguardo alla sistemazione inappropriata della ricorrente nel centro di accoglienza per adulti e ha dichiarato che ciò costituiva una violazione dell\’articolo 3 della Convenzione Europea dei Diritti dell\’Uomo, che proibisce i trattamenti inumani o degradanti. La Corte ha evidenziato che la ricorrente aveva segnalato di essere stata vittima di abusi sessuali e che le autorità nazionali erano a conoscenza della sua vulnerabilità. Nonostante le richieste della rappresentante della ricorrente, le autorità non hanno preso misure adeguate per garantire le sue esigenze come minore non accompagnata. La Corte ha stabilito che il trattamento della ricorrente aveva raggiunto il livello minimo di gravità per costituire una violazione dell\’articolo 3.
La Corte ha respinto le altre presunte violazioni dell\’articolo 8, che garantisce il diritto al rispetto della vita privata, e dell\’articolo 13, che garantisce il diritto a un ricorso effettivo, giudicandole non necessarie da esaminare.

La sentenza tradotta in italiano con deepl è qui