Cosa ha stabilito la Corte di Cassazione sui migranti della nave Diciotti e perchè la Meloni ha torto

In primo grado, il Tribunale aveva dichiarato di non poter giudicare il caso, ritenendolo un atto politico del governo. In appello, invece, il giudice aveva stabilito che non si trattava di un atto politico (quindi il tribunale poteva giudicarlo), ma aveva comunque respinto la richiesta di risarcimento dicendo che non c’era stata colpa da parte del Governo, poiché la situazione era complessa e le norme poco chiare.

La Cassazione, a Sezioni Unite, ha ribaltato la decisione della Corte d’appello. Ha affermato che:

  1. L’atto del Governo di trattenere i migranti sulla nave non è un atto politico, bensì amministrativo, e quindi può essere giudicato dai tribunali.
  2. Il Governo italiano ha violato chiaramente la legge (sia italiana che internazionale), perché una volta soccorsi i migranti, era obbligato a portarli al sicuro rapidamente. Il ritardo di dieci giorni nel farli sbarcare non era giustificabile con la complessità della situazione politica o con problemi internazionali come quelli avuti con Malta.
  3. È stata violata la libertà personale dei migranti, diritto fondamentale che non può essere limitato se non con provvedimenti chiari, legali e sotto controllo del giudice. La permanenza a bordo senza un provvedimento giudiziario o amministrativo è dunque illegittima e causa di danno morale.
  4. La Corte di appello ha sbagliato nel sostenere che non fosse stato dimostrato un danno morale. Secondo la Cassazione, la privazione della libertà personale, anche temporanea, produce inevitabilmente sofferenze e disagi che possono essere riconosciuti come danni morali senza bisogno di prove specifiche, basandosi su ragionevoli presunzioni.

La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha espresso forte disappunto riguardo alla sentenza della Corte di Cassazione sul caso della nave Diciotti. In un post sui social media, ha definito la decisione “frustrante”, affermando che obbliga il governo a risarcire, con i soldi dei contribuenti italiani, persone che hanno tentato di entrare illegalmente nel Paese, violando le leggi italiane. Ha inoltre criticato il principio risarcitorio adottato dalla Corte, definendolo “assai opinabile” e in contrasto con la giurisprudenza consolidata.

La Meloni ha totalmente torto. Per come più sopra dimostrato la Corte di Cassazione ha stabilito che il trattenimento dei migranti a bordo della nave Diciotti per dieci giorni ha costituito una violazione della loro libertà personale, diritto fondamentale tutelato sia dalla Costituzione italiana che dalle convenzioni internazionali. Inoltre, la Corte ha sottolineato che l’obbligo di soccorso in mare prevale su qualsiasi normativa nazionale volta a contrastare l’immigrazione irregolare.

Pertanto, la critica della Meloni alla sentenza non tiene adeguatamente conto del fatto che la decisione della Corte si basa su principi giuridici consolidati e sul rispetto dei diritti umani fondamentali, indipendentemente dallo status legale dei migranti.

leggi qua il testo per intero della sentenza https://www.giurisprudenzapenale.com/2025/03/07/caso-diciotti-e-risarcimento-dei-danni-non-patrimoniali-per-il-mancato-sbarco-lordinanza-delle-sezioni-unite/

Carmelo Picciotto, Avvocato