Per la Cedu l\’italia è responsabile riguardo al trattenimento e al respingimento di 4 migranti tunisini nell\’hotspot di Lampedusa
La Corte Europea dei Diritti dell\’Uomo (Corte EDU) ha
emesso una sentenza il 30 marzo 2023 (ricorso n. 21329/18, J.A. e altri contro Italia), in cui ha stabilito che l\’Italia è responsabile per la violazione della Convenzione Europea dei Diritti dell\’Uomo (CEDU) riguardo al trattenimento e al respingimento di quattro migranti tunisini nell\’hotspot di Lampedusa. La Corte ha affermato che le condizioni materiali nel centro di accoglienza erano inumane e degradanti, in violazione dell\’articolo 3 della CEDU, e che la detenzione era arbitraria, in violazione dell\’articolo 5 §§ 1, 2 e 4 della CEDU. Inoltre, l\’Italia ha violato il divieto di espulsione collettiva di stranieri previsto dall\’articolo 4 del Protocollo 4.
La sentenza si inserisce in una serie di pronunce simili che hanno dichiarato la violazione della CEDU da parte dell\’Italia riguardo alla gestione dell\’immigrazione. La sentenza fornisce un\’analisi completa della cornice normativa e delle pratiche sviluppate in Italia negli ultimi anni, in particolare riguardo all\’approccio hotspot introdotto dall\’Agenda europea sulla migrazione del 2015.
La sentenza riassume i fatti principali del caso, che riguarda il trattenimento e il respingimento dei ricorrenti tunisini dopo il loro arrivo a Lampedusa nel 2017. La Corte ha valutato le condizioni materiali di accoglienza nell\’hotspot, la detenzione dei ricorrenti e il loro respingimento in Tunisia. Ha rilevato che le condizioni nell\’hotspot erano inumane e degradanti e che la detenzione era priva di una base giuridica chiara e di una decisione motivata. Inoltre, l\’Italia non ha esaminato adeguatamente le circostanze individuali dei ricorrenti prima di respingerli, violando così il divieto di espulsione collettiva.
La Corte ha condannato l\’Italia a pagare un risarcimento di 8.500 EUR a ciascun ricorrente per danno non patrimoniale e un importo complessivo di 4.000 EUR per le spese processuali.
Questa sentenza si aggiunge ad altre pronunce simili che hanno evidenziato le criticità nella gestione delle frontiere esterne dell\’Unione europea (UE) e sottolineato l\’importanza di trovare un equilibrio tra gli interessi nazionali di controllo dei confini e il rispetto dei diritti umani. Le proposte legislative del nuovo Patto europeo sulla migrazione e asilo sono attualmente oggetto di negoziazione, ma le criticità associate all\’approccio hotspot sono già state riconosciute in diverse sedi.
https://www.diritticomparati.it/lapproccio-hotspot-davanti-alla-corte-europea-dei-diritti-delluomo-commento-a-margine-della-sentenza-nella-causa-j-a-e-altri-contro-italia-ricorso-n-21329-18/